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Carnitina: proprietà, funzioni nell’organismo umano e controindicazioni

La carnitina è un composto organico assimilabile ad un aminoacido, usato in diversi ambiti. Scopriamo meglio le sue funzioni, gli usi e le proprietà.

Struttura chimica

La carnitina è un aminoacido sintetizzato nell’organismo umano, prevalentemente a livello epatico e renale.
La sua sintesi avviene a partire da due aminoacidi  lisina e la metionina in presenza di vitamina B3 (niacina), Vitamina B6 (piridossina), Vitamina e ferro.
La sua attività più conosciuta ed importante è quella di trasportare gli acidi grassi a lunga catena nella matrice mitocondriale, dove gli acidi grassi vengono convertiti in energia attraverso il processo di beta-ossidazione.
La carnitina è utilizzata come integratore nutrizionale sia in ambito clinico che sportivo.

Carnitina negli alimenti

La carnitina è contenuta soprattutto negli alimentidi origine animale come la carne ed i prodotti caseari.
Anche l’avogado ed il tempeh (semi di soia fermentati) sono buone fonti di questo nutriente.

Carenze nei vegetariani e vegani

Data la prevalenza nei prodotti animali e considerando che questo aminoacido viene sintetizzato a partire da altri due aminoacidi essenziali, le persone che seguono una dieta vegetariana o ancor peggio vegana, potrebbero manifestare deficit di questo nutriente.                                                                                        Tuttavia, nei vegetariani (latto-ovo vegetariani) si è osservata una riduzione del 10% delle concentrazioni ematiche di questo aminoacido rispetto alla popolazione onnivora.

Alimento Milligrammi di carnitina (mg)
Una bistecca di marzo113 grammi 56-162
Macinato cotto, 113 grammi 87-99
Latte intero (240 ml) 8
Merluzzo cucinato, 113 grammi 4-7
Pollo cucinato, 113 grammi 3-5
Gelato (120 ml) 3
Formaggio 57 grammi 2
Pane, 2 fette 0.2
Asparagi cotti (120ml) 0.1

A cosa serve la carnitina

La carnitina è un derivato amminoacidico, utilizzato oramai da diversi anni come integratore nutrizionale.
In virtù del suo ruolo biologico, fondamentale nel facilitare l’ingresso degli acidi grassi a lunga catena all’interno dei mitocondri, dove vengono ossidati per produrre energia.
Dal punto di vista biochimico, questo aminoacido  svolge le proprie funzioni partecipando ad un complesso meccanismo chiamato carnitina acetil-CoA acetiltransferasi.

Le altre funzioni della carnitina

La carnitina, inoltre è utile per:

  • Mantenere costante il rapporto AcetilCoA all’interno delle cellule;
  • Promuovere la conversione del piruvato e del lattato ad AcetilCo carnitina;                               
  • Esplicare un’indiretta azione antiossidante, soprattutto nei confronti di cellule ad alto metabolismo, come quelle cardiache muscolari.

L’impiego della carnitina

La Carnitina è stata impiegata in vari ambiti.
Attualmente l’integrazione con questo nutriente è suggerita in ambito cardiologico (esiste un parafarmaco chiamato carnitene, usato in ambito cardiologico e neurologico) in virtù della sue proprietà cardio e neuro protettive.

Quando è necessaria un’integrazione

L’integrazione con L-Carnitina risulterebbe fondamentale anche nei pazienti con deficit primario e secondario di Carnitina, oltre che nei pazienti affetti da patologie neurodegenerative come la demenza senile el il Morbo di Alzheimer (in quest’ultimo caso risulterebbe l’uso di Acetil-L-Carnitina).
Nonostante le scarse evidenze in materia, l’integrazione con L-Carnitina è suggerita anche in ambito sportivo per potenziare le capacità energetiche oltre che per migliorare la performance atletica e la massa magra degli atleti.

Proprietà ed efficacia: benefici dimostrati nel corso degli studi

I numerosi anni di sperimentazione, per lo più condotti su animali da laboratorio, hanno consentito di chiarire adeguatamente il ruolo biologico e le potenziali applicazioni cliniche ed integrative di questo composto.                                                                                                                                                        Nonostante ciò, rimangono ancora molte perplessità relative al suo uso in certi ambiti, come quello sportivo, nel quale i massimi esperti sono ancora al lavoro per ottenere dei dati riproducibili.

L-Carnitina e funzione cardiovascolare

Particolarmente interessanti sarebbero i risultati derivanti da diversi studi, relativi all’efficacia dell’integrazione di questo aminoacido nel mantenimento dell’adeguato stato di salute cardiovascolare.
Miglioramenti significativi si sarebbero quindi osservati in pazienti affetti da claudicatio itermittens (zoppia intermittente), displepidemie con aumentato rischio aterosclerotico e patologie vascolari periferiche.
Oltre all’opportuno adeguamento dei valori clinici e laboratoristici, in questi pazienti si sarebbe osservato anche un netto miglioramento della qualità.

L-Carnitina suo deficit

Il deficit sistemico di questo nutriente è una rara sindrome genetica autosomica recessiva, caratterizzata da un quadro clinico grave e progressivo contraddistinto da cardiomiopatia, miopatia scheletrica, ipoglicemia e iperammoniemia.
In questo contesto, infatti, l’uso di questo aminoacido, a dosaggi farmacologici e di stretta pertinenza medica, si sarebbe rivelato utilissimo nel controllare la progressione della malattia e nel migliorare lo stato di salute complessivo del paziente affetto da tale deficit congenito.

L-Carnitina e attività sportiva

E’ noto come l’esercizio fisico di natura aerobica determini un graduale incremento delle concentrazioni ematiche di acidi grassi, probabilmente per una saturazione dei mezzi di trasporto mitocondriale degli stessi.                                                                                                                                                                          Nonostante la fortissima base razionale, che giustificherebbe il ruolo migliorativo di questo aminoacido nei confronti della performance di atletica e numerosi studi a riguardo, occorre precisare che l’efficacia dell’ integrazione con L-Carnitina in ambito sportivo non è ancora stata del tutto provata.

Il ruolo della L-Carnitina nel sovrappeso

Proprio in virtù del suo ruolo di trasportatore mitocondriale di acidi grassi a lunga catena, a questo nutriente sono state da sempre attribuite attività lipolitiche, potenzialmente utili nella lotta al sovrappeso.
Numerosissimi studi, sia di natura sperimentale che clinica, hanno infatti sottolineato l’incapacità dell’integrazione con L-Carnitina di indurre un miglioramento apprezzabile e statisticamente significativo della composizione corporea ed in particolare una riduzione della massa grassa. 
Si sono quindi rilevati solo risultati apprezzabili per quanto riguarda il mantenimento della massa magra e del tono muscolare.

Dosi e modo di utilizzo

Sebbene non esista un livello di assunzione standard raccomandato, il dosaggio medio di carnitina varia dai 500 ai 2000 mg al giorno, preferibilmente suddivisi in più assunzioni.
In particolari condizioni patologiche (ischemia cardiaca e altri problemi cardiocircolatori) e sotto stretto controllo medico, tale dosaggio può però arrivare ai 15000 mg (6-15 grammi di carnitina al giorno).

Effetti collaterali

A dosaggi prescritti i preparati a base di carnitina sono ben tollerati.                                                          Occorre però precisare che, se somministrata a dosaggi elevati, potrebbe determinare la comparsa di nausea, vomito, dolori addominali e diarrea.
In alcune categorie di pazienti a rischio, l’uso di L-Carnitina, seppur raramente, potrebbe aumentare la frequenza e la severità di alcuni sintomi psichiatrici.                                                                                                  Si possono quindi amplificare il senso di agitazione e i disturbi del sonno.

Controindicazioni

L’uso di L-Carnitina è controindicato nei pazienti affetti da ipersensibilità accertata al principio attivo.
Nonostante la presenza di alcuni studi sperimentali, condotti su piccole cavie da laboratorio,  se ne sconsiglia l’uso anche in gravidanza e al successivo periodo di allattamento.                                                    Tuttavia, vi sono dei casi in cui questo nutriente è consigliato anche in questi due casi, ovviamente nel caso di condizioni patologiche di stretta rilevanza e sotto prescrizione medica.

Interazioni Farmacologiche

L’uso concomitante di alcuni tipi di farmaci, tra cui l’acido valproico, oltre che di alcuni antibiotici, potrebbe compromettere le normali proprietà farmacologiche della carnitina, pregiudicandone quindi l’assorbimento. Stati di carenza di vitamina C, inoltre, potrebbero contribuire a un deficit secondario di carnitina.                    E’ risaputo infatti come la carenza di vitamina C e carnitina possano essere tra loro correlati.

Paola Chiaraluce -Erboristeria “Agli Antichi Rimedi” – Corso Acqui, 133 -Alessandria

Pubblicato da erbagliantichirimedi

Erborista da 21 anni nel mio negozio - Corso Acqui, 133 -Alessandria