Iodio: proprietà, fabbisogno giornaliero e benefici per salute

Lo iodio è un micronutriente essenziale, la cui mansione nell’organismo è quella di regolare il funzionamento della tiroide. Ma qual’è la sua vera importanza per la salute? Quanto ne occorre al nostro corpo? Quali sono gli alimenti che lo contengono? In questo articolo cercherò di illustrarvi la preziosità, evidenziando anche i possibili effetti collaterali di questo minerale.

A cosa serve lo iodio

Il nostro organismo utilizza lo iodio per sintetizzare gli ormoni tiroidei (tiroxina e triiodotironina, conosciuti rispettivamente come T3 e T4), messaggeri biologici importantissimi preposti alla regolazione del peso corporeo. In base a recenti ricerche mediche, questo prezioso oligoelemento, avrebbe anche un’azione antiossidante e protettiva sull’apparato cardiovascolare

Dove si trova nel corpo umano?

Lo iodio rappresenta circa il il 65% del peso molecolare dell’ormone T4 (triiodotironina) e il 59% dell’ormone T3 (tiroxina). Da 15 a 20 mg di iodio sono concentrati nel tessuto tiroideo e negli ormoni, ma, il 70% di tutto lo iodio nel corpo si trova in altri tessuti comprese le ghiandole mammarie, gli occhi, la mucosa gastrica, la ghiandola del timo, il liquido cerebrospinale, le pareti arteriose, la cervice e le ghiandole salivari.

Lo iodio negli alimenti

Lo iodio si trova soprattutto nei prodotti ittici, tipici della pesca di mare. Tra questi pesce, molluschi, crostacei e alghe. Occorre ricordare l’importanza di scegliere pesce proveniente da pesca o acquacoltura sostenibile, perché meno impattante sull’ecologia, sull’economia e sulla società. Rispondono infatti ai requisiti di sostenibilità il pesce povero, di cui fa parte il pesce azzurro e il pesce di stagione, il pesce proveniente dalla piccola pesca e a filiera corta e quello da acquacoltura sostenibile. Alcuni esempi sono: alici, sardine, cefalo ,sgombro, tombarello, cozze, vongole.

Pur non appartenendo alla cultura gastronomica italiana, occorre ricordare che le alghe rappresentano un’importante fonte nutrizionale di iodio, acidi grassi essenziali e molte vitamine. Le alghe più diffuse e conosciute sono fucus o alga bruna, laminaria digitata, alga kelp, note per costituire l’ingrediente essenziale di molti integratori alimentari dimagranti presenti in commercio, aventi lo scopo di accelerare il metabolismo.

Se coltivati in zone ricche di questo minerale possono rappresentare una buina fonte di iodio anche molti ortaggi. Si pensi alle patate prodotte da terreni fortificati, alle verdure che crescono naturalmente nei pressi del mare come agretti e asparagi o addirittura sul bagnasciuga come la salicornia.

Alga bruna o fucus in capsule, fonte di iodio organico

Precisazione

L’utilizzo del sale iodato nella dieta, permette di aumentare anche se in maniera controllata i livelli di iodio. Tutto questo, contribuisce infatti a prevenirne la carenza nutrizionale su ampia scala, evitando al tempo stesso di eccedere con i livelli del minerale e rispettive complicanze.

Il sale iodato fa male? Lo possono assumere tutti o ci sono persone che devono evitarlo?

Il consumo di sale iodato, bevande arricchite con iodio, latte animale e uova ricchi di iodio (da bestiame nutrito con mangimi fortificati), alcune alghe come fucus, laminaria, kelp, può introdurre un eccesso di iodio nella dieta. I soggetti affetti da una malattia tiroidea preesistente e quelle precedentemente esposti a carenza di questo minerale, possono essere più suscettibili ai disturbi della tiroide, proprio per un aumento nell’assunzione di iodio. Se ne deduce quindi che in caso di tiroiditi o affezioni particolari della tiroide, il consumo del sale iodato debba essere attentamente valutato dall’endocrinologo.

Iodio: fabbisogno giornaliero

Da quando è stato introdotto il sale iodato in commercio, per le persone sane, non è più necessario, ricorrere a specifici integratori. Per i soggetti strettamente vegetariani o che non consumano pesce ed evitano di salare le pietanze si consiglia un’integrazione di 200 microgrammi di questo minerale al giorno (ug/die)

Secondo la National Accademy of Medicine, l’assunzione di iodio dovrebbe essere:

  • 110-130 ug/die per i bambini fino ad un anno di età;
  • 90 ug/die per i bambini fino ad 8 anni;
  • 130 ug/die per i bambini fino a 13 anni;
  • 150 ug/die per adulti e anziani;
  • 220 ug/die per donne in gravidanza;
  • 290 ug/die durante l’allattamento.

Carenza di iodio

Grazie alle riserve di iodio nella tiroide, possiamo vivere molte settimane senza assumerlo negli alimenti e senza avere quindi sintomi da carenza. Nelle aree geografiche dove si consuma pochissimo iodio nella dieta, soprattutto nelle zone a clima equatoriale semi-arido, dove non si mangia pesce o non si fa uso di sale iodato, le possibilità di andare incontro ad una carenza sono notevoli. La carenza di iodio può provocare ipotiroidismo e gozzo, stanchezza marcata, depressione, aumento di peso e bassa temperatura basale, ritardo mentale, anomalie nell’accrescimento del feto e dei bambini. Il “gozzo” è un meccanismo di fisiologico adattamento della tiroide che, aumentando di dimensione, cerca di captare più iodio nel sangue. Un deficit sub clinico nell’età adulta, è responsabile anche di stanchezza cronica, calvizie precoci e marcata astenia Anche la carenza di selenio, può compromettere la sintesi degli ormoni tiroidei.

Effetti da tossicità – Quando lo iodio fa male

In alcune persone, l’eccessiva assunzione di iodio, accompagnata da una predisposizione genetica, può causare l’insorgere di ipertiroidismo, gozzo o autoimmunità tiroidea. La disfunzione tiroidea dovuta alla tossicità di questo minerale è generalmente breve e transitoria, ma per alcuni soggetti affetti da ipertiroidismo può essere pericoloso.

Paola Chiaraluce – Erboristeria “Agli Antichi Rimedi” – Corso Acqui 133- Alessandria

Iodio in compresse di Algem Natura estratto da Laminaria digitata e Haematococcus Pluvialis

Pubblicato da erbagliantichirimedi

Erborista da 25 anni nel mio negozio, sito in Corso Acqui, 133 ad Alessandria nel popoloso quartiere Cristo, fin dall'adolescenza, nutro una passione per il mondo del naturale, in modo particolare per la fitoterapia. Di questa passione, di cui devo ringraziare la mia adorata nonna paterna, ne ho fatto un lavoro che mi appaga e mi appassiona giorno dopo giorno.